Diagnosi e valutazione psicologica

La diagnosi e la valutazione psicologica indicano un insieme di strumenti e di attività volte a rilevare dimensioni strutturali della personalità, convinzioni e atteggiamenti, aspetti del modo di relazionarsi con sé stessi e con gli altri, modalità di funzionamento cognitive ed emotive, capacità di giudizio, di attenzione e concentrazione, orientamenti, preferenze e molte altre caratteristiche utili a cogliere la complessità e l’unicità di ogni persona.
L’attività di diagnosi psicologica è sempre molto delicata e va effettuata con scrupolo, metodo, attenzione e cura per la persona che decide di effettuarla.

Come ogni attività psicologica essa è, infatti e prima di tutto, un incontro tra due persone, una delle quali – il cliente – accetta che l’altra esplori e metta in luce aspetti spesso poco conosciuti e ignorati della propria personalità. Per questo motivo, l’attività psicodiagnostica richiede particolare delicatezza e sensibilità e un numero di incontri adeguato a far sentire a suo agio, oltre che non giudicata, la persona che vi si sottopone.

Nella nostra attività effettuiamo valutazioni psicodiagnostiche principalmente nei seguenti ambiti:

1) Psicopatologia generale: avviene prevalentemente attraverso l’uso di test e questionari e un approccio descrittivo di tipo fenomenologico. La rilevazione riguarda principalmente i disturbi dell’umore (depressione, disturbi bipolari, disturbo distimico, disturbo ipertimico) i disturbi d’ansia (disturbo d’ansia generalizzato, fobie e panico, disturbo ossessivo compulsivo) e i disturbi della personalità.

2) Psicodiagnosi per la chirurgia bariatrica: il processo di perdita di peso nei casi di obesità o di grave obesità che costituisce un pericolo di vita può comprendere il ricorso alla chirurgia, attraverso l’uso di tecniche differenti. Quando è opportuno effettuare l’intervento chirurgico, le disposizioni di legge richiedono l’effettuazione di una valutazione psicodiagnostica per valutare la presenza di eventuali disturbi psichiatrici gravi o problematiche di carattere alimentare. Lo scopo della valutazione non è tanto quello di impedire l’intervento (se non in presenza di disturbi psichiatrici molto gravi) quanto di individuare il percorso più efficace, date le caratteristiche della persona.

3) Psicodiagnosi dei disturbi alimentari e dell’immagine corporea: il trattamento psicoterapeutico dei disturbi alimentari può richiedere, all’inizio del percorso, una valutazione accurata del tipo di problematiche esistenti, al fine di individuare limiti e risorse della persona nel percorso di cura. La valutazione può comunque essere effettuata anche a prescindere dall’avvio di un percorso terapeutico.

4) Psicodiagnosi delle dipendenze tossiche: l’utilizzo continuo e compulsivo di sostanze di vario genere, dalle droghe all’alcol, ad alcuni tipi di farmaci, è un fenomeno che ha conseguenze importanti e gravi per l’individuo, la società e che grava considerevolmente sul sistema sanitario. Negli ultimi decenni sono inoltre aumentate le cosiddette “dipendenze senza sostanza” (dal gioco d’azzardo, dalla pornografia, da internet, dallo shopping, etc.) dette anche new addictions, che non di rado risultano meno riconoscibili e, dunque, più insidiose e meno trattabili. Molte persone che manifestano un circuito comportamentale di ricorso cronico e compulsivo a sostanze o non-sostanze come quelle sopra descritte, manifestano spesso i segni di una sofferenza profonda che fanno fatica a confessare persino a sé stessi. Un processo di valutazione psicodiagnostica può aiutare la persona a fare chiarezza sulla propria situazione e a pianificare un eventuale percorso di cura e di trattamento.

La valutazione psicodiagnostica può essere fatta con diverse finalità e da queste ultime dipendono in larga parte tipo e numero di colloqui, interviste, test e questionari che saranno impiegati, oltre che la durata complessiva del processo diagnostico e valutativo.

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